Ankara – 7 febbraio- La ricerca dell’asilo continua

Occorrente:

Uno smartfone. Faccia tosta. Elasticità mentale.

Istruzioni per l’uso:

– Cercare su internet gli indirizzi, scrivere su Google: Kres+Ankara+cankaya(il nome del nostro quartiere)

-Trascrivere l’indirizzo su Google maps e calcolare le distanze a piedi.

– Mandare una mail in inglese con google traslate. Ma non aspettarsi una risposta.

-Trascrivere le mappe su un quadernino e, con il bambino dietro, iniziare a cercare il primo asilo più vicino.

Se ci sono troppe salite, se bisogna prendere un mezzo, se ci sono troppi attraversamenti pedonali desistere.

Gli asili fanno un servizio di scuolabus ma: il primo asilo che ho visito mi dicono che abitiamo troppo distante, il secondo pure. Ho smesso di chiedere.

– Arrivati all’asilo, prima di entrare mettersi le sopra scarpe. Anche al bambino

-Salutare con Merhaba.

– Scrivere su Google traslate del vostro smartfone: “Voglio vedere l’asilo.”

Che vuoi iscrivere il bambino è logico, lo vedono.

– Sorridere.

-Solitamente il bambino viene immesso nella sua probabile classe senza neanche chiederlo. Tranne se ci vai dalle 12 alle 14.30. Tutti i bambini dormono. Sicuramente gli daranno da mangiare.

– Finito il giro e lasciato il bambino, sempre con l’aiuto dello smartfone, chiedi se hanno un computer con internet, così tu potrai fare le domande e loro potranno risponderti con più facilità. Questo metodo aiuta ma bisogna avere una buona dose di elasticità mentale: in un asilo continuavano a scrivermi che le maestre vengono aiutate dall’ “angelo della morte di tua madre”. Non so che modo di dire sia o se il traduttore prendeva fischi per fiaschi ma io continuavo a sorridere e a dire che non capivo, poi, dopo che per tre volte compariva “angelo della morte di tua madre”, sono passata ad un altra domanda.

Solitamente fanno molte attività, dalla ceramica, al teatro, sicuramente inglese (la cui qualità può essere discutibile), e molto altro. La cucina è interna e l’orario va dalle 8 alle 18.30. Il bambino puoi portarlo e andarlo a prendere quando vuoi.

Non hanno le nostre leggi sulla privacy e ci sono giornalini con i pesi e le altezze dei bambini o telecamere via internet sulla classe, non in tutti naturalmente e non in ugual modo. In ogni asilo c’è almeno un bimbo straniero per classe per via delle ambasciate. Quasi nessuno parla inglese, se si è fortunati uno per scuola, a volte chiamato per l’evento. In quello che ho scelto per Michele la psicologa parla anche un po’ di italiano.

Asili visti: 4

Indirizzi presi e mail mandate: 10

Mail di risposta: 1

Viaggi in taksì: 3

Otubus:1

Capricci: Ogni volta che bisognava andarsene.

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