Ankara – 10 febbraio- esterno giorno

Salendo  verso la cittadella, un giardino spoglio, ammantato di bianco. Le gazze e altri uccelli parlano. Due uomini passano e mi guardano. Per il resto anche i passi sulla neve sono radi.

Poco prima dai minareti due canti si rispondevano in una vallata di piccole case dai tetti bianchi e pochi grattaceli lontani.

Ero uscita dal mercato di Ulus dove il semplice scostarmi per far passare un uomo con il carretto di frutta mi ha fatto riconoscere come straniera, la polvere di peperoncino invade l’aria, tutti parlano e vendono qualcosa, strane collane di ortaggi secchi penzolano dai chioschi, funghi? Melanzane? Alghe? Non lo so.

La cittadella è abitata da zingari che mi seguono, una ragazzina mi sta alle calcagna. Vuole dei soldi. Perché Ankara lo permette? Ankara la seria, Ankara l’istituzionale. Come una signora autorevole, in talliur marrone che ha una piccola macchia di sugo accanto alla bocca.

Dico alle mie amiche di Ankara che sono andata a Ullus, si spaventano: è pericoloso, è un miracolo che non mi sia successo nulla. Forse non sanno che a Genova abito in via Pré ma, tralasciando la scocciatura della zingarella non mi è sembrato così pericoloso. Forse sono solo fortunata.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...