Ankara- Parrucche

Qualche anno fa c’è stata una legge per cui le donne hanno potuto riportare il velo in alcuni luoghi pubblici come le università. Un terzo delle donne (a detta di qualcuno) ha rimesso il velo in testa nelle università. Veli colorati, fazzoletti, non certo burka. Ma come facevano tutte queste donne prima? Andavano con il capo scoperto e poi da un giorno all’altro si sono ri-coperte il capo? No, usavano la parrucca. Andavano all’università o al lavoro con la parrucca. Gruppi di ragazze che oggi girano con il velo alto, truccate e con i soprabiti avvitati e i tacchi, avevano le parrucche, a volte tutte dello stesso modello, con la stessa pettinatura o con mollette e cerchietti. Fingevano di essere meno credenti per poter andare a scuola. All’università.

E al liceo? Ancora oggi useranno le parrucche, immagino.

Le ragazze della media borghesia si rifanno al nuovo modello di donna mussulmana velata ma bella, elegante, colta. Poi ci sono le ragazze con il velo basso, meno ricche, meno belle, meno colte ed eleganti.

Alla Signora non piacciono queste kapelu (velate) ma Istanbul formicola di queste differenze e gode di queste contraddizioni.

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