Ankara e i mezzi di trasporto

Ad Ankara, come penso in tutta la Turchia, ci sono diversi mezzi di trasporto cittadino che non esistono in Italia.

C’è la metropolitana, l’autobus Ego, l’autobus privato, i Dolmus e i taksì.

La metropolitana e l’autobus Ego si prendono alle fermate, hanno i percorsi segnati su una cartina (http://www.ego.gov.tr/ ) e si pagano con una carta magnetica che si acquista in alcune stazioni. La metropolitana di Ankara è  piccola, con due sole linee. Gli autobus Ego percorrono le direttive principali della città.

Gli autobus privati non hanno una cartina dei percorsi, si capisce quale giro faranno dai nomi dei quartieri che sono scritti sul vetro. Si prendono nelle stesse fermate degli autobus Ego ma li ho visti fermarsi a prendere o a lasciare dei passeggeri anche in posti non segnalati. Sono fatti allo stesso modo degli autobus Ego ma la corsa si paga a bordo a un signore che ha un tavolino al centro dell’autobus: 2 lire per viaggio, meno gli studenti (e forse altre categorie). Più persone salgono più l’autobus guadagna.

I Dolmus sono dei pulmini piccoli che non hanno stazioni ma si fermano solo a richiesta, bisogna alzare la mano sul ciglio della strada quando passano o dire all’autista: “inecek var” (mi può lasciare qui) quando si è arrivati a destinazione. In teoria è vietato viaggiare in piedi, il viaggio costa 2 lire che si pagano direttamente al conducente. Visto che questi già guida e deve stare attento a chi vuole salire o a chi vuole scendere, spesso sono gli stessi viaggiatori che raccolgono i soldi e li danno al conducente passandoseli: “Bes kisi, uzatir misiniz?” (cinque persone, può passare avanti?) e di mano in mano arrivano al guidatore senza che nessuno si sia alzato dal suo posto. I Dolmus percorrono anche tutte quelle strade che gli autobus grandi non fanno collegando posti che altrimenti sarebbero sguarniti o che per raggiungere bisognerebbe utilizzare più mezzi. Non si sa che percorsi faranno, hanno scritto sopra il vetro alcuni nomi di quartiere, poi bisogna chiedere, prima di salire, se passeranno precisamente dove si vuol andare.

Ogni biglietto, per qualunque di questi mezzi, non ha una durata ma vale solo per la corsa che stai facendo.

Infine ci sono i taksì e ad Ankara ce ne sono tantissimi. I taksì si prendono alle numerose stazioni dei taksì oppure schiacciando l’apposito pulsante che si trova ai bordi delle strade oppure solo facendo un cenno quando li si vede passare. L’inizio della corsa costa 2 lire e mezzo.  Sono molto più economici dei nostri taxi, in maniera scandalosa, basta dire che qui tutti, anche gli studenti, prendono il taxi se sono in ritardo. E i tassisti ti fanno la fattura se la richiedi.

I taksì si riconoscono bene perché sono ancora di colore giallo, peccato che guidino come dei matti e sappiano poco le vie e per niente l’inglese.

La problematica delle vie è comunque molto diffusa in quanto Ankara è una città in continua evoluzione e la toponomastica cambia continuamente.

Naturalmente non c’è bisogno di dire che qui i taksì non hanno un numero limitato di licenze che si tramandano da generazioni, anzi è considerato il lavoro che fanno le persone appena arrivate, infondo basta solo avere la patente.

Allo stesso modo si possono trovare più farmacie in una stessa strada e, a prima vista, non sembra che stiano morendo di fame per via della libera concorrenza.

Ultima annotazione sulla viabilità: tutte le scuole hanno un servizio di scuolabus che prende e riporta i bambini a casa fin dall’asilo nido.

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