Ankara- chi si serve per primo a tavola?

Vivere in un posto dalla cultura così differente dalla nostra è difficile da raccontare perché si incontrano persone che si tende ad accomunare in gruppi etnici, essi fanno affermazioni che si tende a generalizzare. Conosco sempre una parzialità delle cose che vivo, mi mancano i riferimenti storici, spesso culturali, oltre che politici ed economici di quello che vedo ma anche di coloro che mi raccontano.

Sabato sera io, Enrico e Michele abbiamo invitato la mia amica turca Dilek e una coppia italo-turca con bimba: Francesca, Arda e la piccola Noemi.

Enrico ha cucinato il pesto di noci e l’agnello mantecato con l’uovo alla sarda.

Portando a tavola il primo ho servito prima gli uomini e da questo è nata una discussione: chi si serve per prima in Italia e in Turchia? Nessuno nella tavola era d’accordo con gli altri. Enrico e Francesca sostenevano che in Italia si servissero prima le donne ospiti, io prima gli uomini ospiti. Anche tra Dilek e Arda le opinioni erano discordi, per Dilek non c’era distinzione, per Arda prima gli uomini, se ho capito bene. (Anche il gap linguistico non giova alla chiarezza.)

Questo probabilmente deriva dal nostro retroterra culturale ma anche dall’immagine che vogliamo dare di noi e della nostra nazione.

Michele dice che a scuola lo chiamano l’italiano e dal modo in cui lui si comporterà le maestre avranno un opinione non solo di Michele ma anche dei bambini italiani in genere. Non è molto intelligente, perché noi sappiamo che Michele non è uguale a tutti i bambini italiani e forse non è neanche il suo rappresentante  migliore ma è l’unico che c’è al Petergek; quindi chiedo scusa a tutti i bambini italiani non capricciosi. E comunque Michele è fortunato, in quanto è chiamato “italianli”, l’italiano; destino diverso è capitato al suo amico rumeno Mattei che è soprannominato “yabanci”, straniero.

Un altro episodio vi voglio raccontare: il primo giorno del Tomer la ragazza russa affianco a me appena le ho detto che ero italiana mi ha ringraziato. Perché? , le ho chiesto, “Perché amo l’Italia e le vacanze che ho passato in Italia sono state le più belle”. Non le ho detto che mi faceva piacere ma che non era me che doveva ringraziare ma la sua giuda turistica. Anne, la mia amica rumena, sostiene che mi ha ringraziato in quanto rappresentante della mia nazione. Quindi riporto i ringraziamenti: sappiate che nel mondo c’è qualcuno che ci ringrazia perché l’Italia è bella.

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One thought on “Ankara- chi si serve per primo a tavola?

  1. ciao Ary, veramente bello il tuo blog.
    vivere in una nazione così diversa dalla tua porta a farsi tante domande e non dare per scontato il proprio modo di vivere.
    ps: secondo me in Italia si servono prima le donne ospiti, poi le donne non ospiti, e a seguire gli uomini :o)

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