Ankara- La ranocchia rosa (pembe kurbağa)

Finalmente ad Ankara è uscito il sole e la città dà una ravvivata alle strade che scricchiolano dopo che il ghiaccio le ha abbandonate. Gli uccelli che le ronzano in testa la fanno apparire quasi innamorata e tra le pozzanghere miste a neve nugoli di bambini le girano attorno. Bambini sui giochi liberati dalle coltri bianche, bambini sui marciapiedi che suonano un improvvisato tamburo, un bambino italiano che decide di cambiare madre e segue una mamma ucraina che torna a casa col passeggino.

Ankara mette qualche tocco di verde per ravvivare il suo vestito scuro. Ma per non perdere autorevolezza si agghinda di poliziotti in tenuta anti sommossa. Mi chiedevo come mai Ankara dispiegasse tanta fermezza per commemorare la battaglia di Gallipoli, prima vittoria del comandante Atatürk nel 1915, come citano i manifesti appesi per la città, fino a quando non ho letto su internet delle manifestazioni in occasione del capodanno curdo.

In questo giorno di festa e di sole abbiamo visitato un teatrino privato in Büklüm sokak, numero otto, secondo piano. Il teatrino della ranocchia rosa abita in un appartamento, la campanella avverte i piccoli avventori accompagnati che lo spettacolo sta per iniziare, di salire in fretta le scale, presto. La porta di ingresso si apre su un corridoio dai tendaggi bordeaux dove due signorine distribuiscono “pattine” di plastica da infilare sopra le scarpe.

Breve spiegazione: In Turchia le persone non entrano in casa con le scarpe, normalmente se le tolgono e vengono sostituite dalle ciabatte; però se qualcuno è di passaggio come l’idraulico, qualcuno che è venuto a portare qualcosa ecc., lo si fornisce di questi sacchetti di plastica da piedi, così chi transita non si toglie le scarpe ma non sporca.

Paghiamo 10 lire gli adulti e 12 i bambini e veniamo fatti accomodare in un salone, anch’esso circondato da spessi tendaggi bordeaux e neri che oscurano le grandi finestre. In terra c’è il paquet e due colonne incorniciano il palcoscenico di quattro metri per uno e mezzo di profondità. Con tanto di arlecchino e sipario funzionante. Sul soffitto della sala ci sono una mezza dozzina di fari, per lo più da 500 wt e una dozzina di faretti colorati. Una palla, per fare le stelline luminose durante le canzoncine, pende nel centro di queste americane casalinghe. L’oggetto più interessante però è la gradinata. Un semicerchio in legno e gommapiuma, a tre gradini, di colore rosa decorata da stencil di rane. Grandezza: cinque metri di diametro.  Al centro, in uno spazio che è a metà tra una platea e un proscenio, qualche grande cuscino piatto. Durante lo spettacolo hanno fatto suonare i bambini con le bottiglie piene di semi e servito biscotti al cioccolato. Lo spettacolino era piuttosto mediocre, i pupazzi banali e usati distrattamente, l’attore (e regista e impresario insieme) era invece preparato anche se incredibilmente stonato. Insomma è stata una fortuna che sia durato un ora soltanto e non due come temevo. In realtà gli spettacoli durano: un ora quelli per bimbi piccoli e due quelli per i bimbi dai quattro anni in su. Mentre uscivamo dal teatro i tendaggi scostati dell’entrata facevano intravedere la cucina del regista/impresario/attore.

Ho trovato il teatrino meraviglioso. Credo che l’attore nasca come interprete di karagöz e di cui spero di riuscire a vedere presto uno spettacolo.

Comunque domenica prossima andremo all’opera per bambini.

Se a qualcuno dovesse servire il sito dove si possono trovare e acquistare molti spettacoli per bambini è http://www.mybilet.com/, gli spettacoli sono solo il sabato e la domenica, l’orario varia  tra le 11 e 16.

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