Differenze tra donne

In classe ormai sono l’unica europea, ho deciso così arbitrariamente facendo rientrare la Russia in Asia e non in Europa, annettendo l’Ucraina alla Russia con l’assenso delle ucraine della mia classe che si sentono russe, parlano russo e rinnegano l’indipendenza. Poi c’è una siriana, un afgana e una iraniana, una coreana e una cinese. Oltre due ragazzi iraniani e un irakeno.

Abbiamo poca comunicazione con l’estremo oriente che hanno fatto gruppetto a se e le altre ragazze si guardano bene dal coinvolgerle ( credo per una poco velata discriminazione). La siriana cerca di defilarsi ma suo malgrado spesso viene costretta a fare due chiacchiere, è l’unica velata della classe. Poi c’è l’afgana che non ho ancora capito come si chiama, Go e qualcosa, è una donna grande dai capelli lunghi e neri, le ciglia finte lunghe e spesse. ‘E una di quelle persone esuberanti al limite dell’invadenza, ma di cuore. Ieri volevo una mela e mi ha preso in giro per un quarto d’ora, poi è andata a chiederla per me alla caffetteria. Parla solo turco, sgrammaticato se no non sarebbe in classe con noi, ma in continuazione, facendo battute o semplicemente dicendo la sua. In realtà conosce un po’ di inglese ma semplicemente si rifiuta di parlarlo. ‘E andata via dall’Afganistan dieci anni fa quando è nato suo figlio e quando è incominciata la guerra. Ma di guerra in classe non si parla, così come non ne parla l’iracheno o la siriana. Poi c’è l’iraniana, Marian, alta e bella, di una bellezza morbida, avvolgente. Ha sempre i tacchi, pantaloni attillati e lunghi capelli neri. Trucco dorato e ciglia folte e nere, talmente lunghe da sembrare prensili. Ha un figlio di sette anni e suo marito fa il dentista in Iran. Anche lei è dentista ma non vuole tornare in Iran e si è trasferita qui, e suo marito fa avanti e indietro. Non riesco ad immaginarmi queste donne velate e neanche loro credo vogliano vedersi kapalu visto che sono qui. Miriam è l’unica che ha parlato apertamente dei problemi delle donne in Iran e in una sola occasione: quando le russe mi hanno chiesto se noi italiane abbiamo dei soldi nostri.

Queste ragazze, belle, giovani, intelligenti scappano dalla Russia dove posso si lavorare, essere indipendenti e autonome ma dove i mariti le ignorano o le picchiano e devono lottare per sopravvivere. Qui invece hanno degli uomini che le adorano e devono fare una sola cosa: sorridere, essere belle e ubbidienti. I loro uomini sono gelosi e non gli danno i soldi se non per le spese spicciole (perché hanno paura che volino via, credo), non gli permettono di andare in palestra o di pagare le bollette o di fare la spesa. Però le coprono di diamanti e vestiti firmati. E la cosa incredibile è che pensano che tutte le donne e tutti gli uomini in Turchia siano così quando è evidente che non è vero, perché le donne turche lavorano e vanno in banca a pagare le bollette. Ma loro non lo possono sapere e un discreto razzismo le annebbia la mente: “Le donne turche sono stupide”, mi dicono e a quel punto io non so cosa rispondere e le compatisco e spero che abbiano dei figli così da passare da mogli trofeo a madri, che è una posizione più forte all’interno di una famiglia. Comunque è buffo questo contrasto tra le iraniane e afgane che migrano perché sono e vogliono crescere i loro figli da donne libere ed indipendenti e per questo vengono in Turchia e le russe che si incatenano a degli uomini turchi con catene doro.

Una cosa ci accomuna tutte: Il trucco e ogni mattina c’è una rassegna: Anya loda tutte, chi per il rossetto, chi per le scarpe chi per il vestito. Ci si confronta lo smalto e si loda quello più complicato. Mi hanno promesso che mi insegneranno a mettere le ciglia finte e così anche io potrò avere le ciglia prensili. Per ora mi hanno aiutato a comprare un reggiseno push up e mi danno consigli sullo smalto craclé.

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