-Discide

Se qualcuno dovesse mai sognarsi di invidiare questa folle vita in terra ottomana sappia che nei due mesi in cui ho vissuto senza il mio apparecchio notturno che preserva i denti dal digrignamento, sono riuscita a spaccarmi entrambi i molari inferiori. Uno da una parte e uno dall’altra. In questi mesi nutrivo il sospetto che qualcosa non andasse nella mia bocca, sanguinamento delle gengive, dolore a volte acuto ma mi sono semplicemente comprata un colluttorio. Arrivata in Italia mi sono dimenticata di andare dal dentista, ripartita me ne sono ricordata ma la paura mi ha fatto trascinare dolorosamente per un altro mese. Quando mangiare è diventato una tortura, pulirmi i denti anche e si avvicinava il fine settimana (se un dolore ai denti deve scoppiare, scoppia sempre di venerdì o sabato notte) ho preso il coraggio e ho chiamato il dentista di Anne. Per fortuna che c’era Anne con me perché io non riuscivo neanche a prendere l’appuntamento. Il problema è il turco o la paura del dentista? Fatto sta che ora sono qui, con mezz’ora di anticipo, nella sala di un dentista che parla solo turco e con un acquario con al posto delle pietre un dente gigante. Mi sono preparata il mio vocabolarietto specifico per spiegare problemi presenti e futuri: dolore, sangue, apparecchio per i denti sbagliato in infanzia, paura. Burun, si accomodi. Una signorina completamente piatta e inespressiva mi fa accomodare sulla poltrona del dentista. Il dentista si lava le mani, si mette i guanti e inizia a domandarmi che c’è che non va. Ha gli occhiali come tutti i dentisti che conosco, i capelli ricci ed è molto paziente con me ed incredibilmente brusco con la signorina piatta e inespressiva. Come tutti i dentisti con le proprie assistenti, del resto. ‘E molto attento all’igene, il che mi tranquillizza. Mi fa la panoramica e scopre la rottura dei due molari, questo ha provocato un infezione alle gengive e da una parte forse anche la necessità di devitalizzare un dente. Io inizio a disperarmi e lui a consolarmi, sempre in turco.

Povero dentista, quando tira fuori la siringa mi faccio forza e apro la bocca. Subito dopo sbianco e rivolto gli occhi all’indietro, divento fredda e ho un conato. Il dentista si alza di scatto preoccupato e mi parla in turco. Cerco di riprendere possesso delle mie facoltà per tranquillizzarlo. “Tutto bene, ho solo paura degli aghi, non sono allergica”. Mi guarda sospettoso. “Se è possibile la prossima restrutturazione la facciamo senza anestesia, eh?” Mi guarda sempre più stralunito ma accetta. Riesce a salvarmi il dente e a farmi l’altra oturazione senza anestesia. Naturalmente fa un male bestiale ma mettiamo a segno una serie di codici gestuali per poter comunicare: Si fermi, fa male ma può continuare ecc…

Finiamo e prendo appuntamento anche per Enrico. Totale per due pulizie, due oturazioni e due radiografie: meno di 200 euro e in più a regalato a Michele tre libri su Eyulul che si lava i denti, scritti dal nostro dentista per la figlia quando era piccola.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...