Istanbul. Partenza. Taksi

Non mi lamenterò più dei tassisti di Ankara anche se vanno contro mano, se fanno cenni imbarazzanti e ti seguono mentre cammini sul marciapiede, se intasano le corsie degli autobus sperando che qualcuno abbia troppa fretta per attendere oltre.

18 ottobre. Piazza Taxim: scesa dal pullman che da Ankara mi aveva portato a Istanbul chiedo a uno, due, tre taksi pi portarmi in Kalliyöncü Kulluk caddesi. Tempo calcolato a piedi con google maps: 20 minuti, troppi con due valigie, uno zaino e i marciapiedi alla turca. Due mi dicono che non sanno dov’è la strada, il terzo mi suggerisce di prendere il taksi dall’altra parte della piazza, poi ci ripensa e mi consiglia di prendere il tram. Ci metto comunque venti minuti.

Oggi, 24 ottobre devo raggiungere nuovamente piazza Taksim con le valigie. Torno a Genova finalmente. Emiliano mi ha spiegato che i taksi forse non amano entrare in questa via quindi mi inerpico per una salita alla volta della strada principale. Cerco di fermare un dolmuş, si ferma un taksi. Gli chiedo se mi può accompagnare in piazza Taxim, mi fa segno di si ma non scende dalla vettura.

(Dialogo tradotto dal turco n.d.a.) -Ho le valigie.

-Mettile sui sedili.

– Una è troppo pesante, non ce la faccio.

Silenzio. Io ferma con la portiera aperta, lui seduto che guarda la strada, mani sul volante. Fermo immagine. Finalmente cede. Sbuffando esce dalla macchina e mette la valigia nel porta bagagli.

– Devo andare alla fermata degli Havataş, sa dov’è?

Mi fa segno di si. Arriviamo alla fermata e non si ferma.

-Qua, qua, fermati.

Non si ferma. Gli urlo nelle orecchie:

-Qua. Fermati. Ora.

Si ferma. Mi dice che mi portava all’Havataş Hotel. Dubito che esista.

Gli do venti lire per le quattro lire e sessanta della corsa. Mi dice che non ha il resto e si mette la banconota nel portafogli. Gli chiedo di restituirmi i soldi.

Da facebook:

24 ottobre 2012.

h.9.00 Aiuto la turkish airlines non mi fa partire!!!!! Voglio tornare a casa!!!!

h.9.30 Situazione demenziale: ho il biglietto, l’aereo parte tra un’ora e mezza e la turkish airlines non mi fa partire!!! Enrico se la prende anche con me perché piango. Come dice la Santalalla: vita di merda o forse sarebbe più giusto dire compagnia di merda.

h. 23.00 . Albergo. Fine della giornata: cammino di notte in mezzo a un’autostrada per raggiungere un autogrill, l’unico posto dove ci sia del cibo. Una macchina mi frena accanto, due giovani stronzi ridono della mia faccia spaventata. Nota positiva: sono viva, mi bevo una birra, mangio un kebap e (forse) domani torno a casa.

25 ottobre 2012

h. 9.00 In aeroporto. 50 euro di supplemento valigia. Incontro la stronza anche oggi, è stronza nonostante il primo giorno di bayram. Prego il santo degli espatriati.

h.16.00 Sono a casa: quella vera. Sono a Genova. Grazie a tutti gli amici di facebook per avermi sostenuto in un momento di merda, sperduta in un altro continente.

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