Ankara. Vino e molotov

Coppo-Moscato_d_Asti-0133_9Dolmus per ODTU, parco della fiducia. Il guidatore urla le fermate principali che farà il piccolo autobus, le persone salgono e si siedono. Tutti hanno in mano le due lire della corsa. Le lire tintinnano tra le mani, concerto di nacchere improvvisato da sconosciuti. Quando tutti i tredici posti a sedere sono stati occupati, più uno in piedi, il guidatore decide di entrare e di partire. All’Odtu incontro Dilek, una delle mie prime amiche in Turchia, conosciuta tramite il sito conversationexance.com. Ho in mano un sacchetto del pane in cui dentro c’è una provola affumicata e dei canestrelli. Avrei voluto portarle anche una bottiglia di vino passito ma oggi, quando l’appuntamento era in un altro orario e in un altro luogo, me l’ero portata dietro. A un certo punto avevo bisogno di un caffè e, per non incorrere in terribili espressi o in altrettanto orribili caffè turchi, ero entrata in un centro commerciale dove sapevo che c’era un Starbuck. Ad Ankara per entrare in un centro commerciale bisogna passare nei metal detector. Ho posato le borse nello scanner, ho lasciato il cellulare sull’apposito tavolino e sono passata attraverso il meta detector. Mi squilla il cellulare, riprendo il cellulare e rispondo ad Enrico che mi chiama con Skype. Mentre parlo con mio marito vedo le due guardie che mi fanno segni minacciosi e aprono i miei sacchetti. Chiudo la conversazione col consorte e mi avvicino alle donne in divisa. Mi parlano duramente in turco e mi mostrano la bottiglia di moscato che avevano preso da uno dei miei sacchetti. Finalmente capisco: ho provato a fare entrare una potenziale arma o peggio bomba all’interno del centro commerciale. Mi scuso, dico che sono italiana e che era un regalo per una mia amica, volevo solo andare a prendere un caffè. Le guardie scoppiano a ridere: Italia, caffè, vino, neanche fossi uscita da una barzelletta. Le diverto così tanto che una di loro si offre di scortare me e la mia bottiglia di vino fino allo Starbuck. Così quando Dilek mi ha chiamato per cambiare ora e luogo dell’appuntamento ho deciso di riportare la bottiglia di vino a casa. Non vorrei che le guardie all’entrata dell’università scambiassero una bottiglia di moscato per una molotov.

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