Sfax, la ricerca della scuola.

Cammelli a Sousse per il compleanno di Michele

Cammelli a Sousse per il compleanno di Michele

Michele dentro il centro culturale francese canta: -Poverini stupidini pregate Gesù che non piova più- (Letiv motiv di una suora in uno spettacolo di burattini a Sorrivoli, in Romagna) e aggiunge:  -e poi fatevi esplodere. -Ma perché? -Dico io.
Il signore tunisino all’accoglienza mi ha dato i numeri di telefono di due scuole, al primo numero c’è il fax inserito e al secondo risponde una donna che sa dirmi solo “desolé”: -sto cercando una scuola per mio figlio. -Desolé, non abbiamo più posto. -Può indicarmi altre pre-scuole dove facciano anche francese? -Desolé, non ne conosco. -Sa a chi potrei rivolgermi? – Desolé, non ne ho idea.

Disperata digito su Google il nome della scuola col fax inserito, magari il tipo del centro culturale francese ha copiato male un numero. Trovo l’ennesimo elenco di scuole senza siti internet, senza indirizzi di posta elettronica e incredibilmente alcuni persino senza numero di telefono! Inizio a comporre i numeri delle scuole che ho trovato: fax, libero, libero, finalmente risponde qualcuno. ‘E un signore gentile che mi spiega che la scuola che ho chiamato è una scuola elementare e che per mandare un bambino di 5 anni alle elementari ci vuole l’autorizzazione del ministero della pubblica istruzione. No grazie, non voglio mandare Michele alle elementari, vorrei solo un asilo, una pre-scuola come la chiamano qui, ma le maestre della scuola sotto casa ci hanno rifiutato stamattina dicendo che è impossibile avere un bambino che non parla né arabo né francese -Che poi diventa agitato. Già è agitato, oh com’è agitato!- L’uomo gentile capisce la situazione e mi consiglia di mandarlo al Sina dove c’è un bellissimo giardino d’infazia. Cerco su internet Sina e lo trovo sotto: Insuffisant mentaux, nel portale per les handicapés.

L’asilo sotto casa che abbiamo visitato questa mattina era arido, le maestre velate stavano sulla soglia di uno stanzone dietro un banco a chiacchierare mentre i bambini urlanti erano sotto una struttura in ferro a giocare con scivoli arroventati, il cancello in metallo era spalancato, fuori il traffico fantasioso di Sfax: macchine in contromano, in tre su un ciao scassato tra cui un bambino in piedi mentre il guidatore parla al cellulare, salafita con moglie completamente velata in motorino. -Come è irrequieto, oh come è agitato vostro figlio!

Michele si aggirava spaesato tra la polvere, poi è venuto da me e ha avuto il coraggio di dirmi: – E’ bello qua.

Torta di compleanno con nonno Sebastiano

Torta di compleanno con nonno Sebastiano

Siamo usciti dopo essere riuscita a strappare alle maestre la promessa di riparlarne se non fossi riuscita a trovare un’altra scuola.

Bisogna trovare un’altra scuola ad ogni costo. Dopo la scuola sotto casa, il centro culturale francese e l’elenco del telefono ho finito le mie risorse. Stasera ne parlo con Enrico, ho il sospetto che ci voglia una raccomandazione da parte di un tunisino.

Stamattina c’era un caldo torrido, fallita la missione scuola materna o pre-scuola che dir si voglia, abbiamo cercato di raggiungere la Medina. Passa un signore sciachelo, un idiota, un diversamente abile mentale? che vede Michele e cerca di baciarlo biascicando qualcosa che sembra : Mashalla! Io gli sorrido, Michele si spaventa tantissimo e inizia a urlare allora lo tiro via e mi scuso con lo sciachelo.

In spiaggia a Sousse

In spiaggia a Sousse

Michele continua ad ad avere dei conati di vomito dallo spavento, cerco un bar dove prendere dell’acqua, lo trovo e la signora mi dice che non è bene che io stia seduta nei tavolini fuori, mi fa entrare.  Ci sediamo nell’unico tavolino tra i frighi.  Fanno anche dei panini fritti, non sono panini sono sfinci! buoni come quelli che faceva la zietta a Marittimo quando ero piccola, ripieni di uova, olive e tonno. Michele si calma. Torniamo a casa, alla Medina ci andremo un’altra volta.

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