-Ode a sfax

Sfax è una ragazza che sarebbe bella se non fosse sporca

Ha un’aria luminosa ma il suo alito puzza di diossina e fosfati,

I suoi occhi sono azzurri,

i suoi capelli foglie di palma,

i suoi vestiti bianchi coi merletti

                                                     – ma i vestiti sono consunti,

i merletti strappati,

le foglie di palma polverose-

Sulla sua pelle brulicano motorini scarnificati

salafiti in tunica e  barba

– spettri neri si tengono al sellino.-

Le orecchie di Sfax sono i bacini del porto,

nei padiglioni galleggiano bottiglie di plastica

– vecchi treni disel ne penetrano i lobi.-

La bocca di Sfax è la sua medina

-sangue, mosche e sudore.-

Il cuore di Sfax è il suo giardino municipale

– panchine divelte, scivoli rotti, altalene rubate.

Un cinghiale corre in due metri quadrati.-

Sfax non può vedere la luna

– le tapparelle sono abbassate, le strade vuote.-

Sfax canta cinque volte al giorno

-voci di fantasmi da altoparlanti sfondati.-

Sfax è l’Industriosa

-ma non fa i compiti.-

Sfax non ride

-nel dubbio sparla.-

Sfax non scopa

-neanche da sposata..

Sfax è preoccupata

-ma sempre per la cosa sbagliata.