La mamma di Siam

La mamma di Siam

‘E un’ombra nera

Sui muri bianchi dell’asilo

Nei disegni appesi in classe.

– Perché la mamma di Siam è fasciata?

– Per fare un regalo a Dio.

– Perché tu non sei fasciata, mamma?

– Perché Dio non esiste.

Sorride

E corre a giocare sulla banchina.

La Darsena risplende

Reti

Calamite a un euro

Bottiglie di birra sotto la passerella in teak.

Genova. Chiesa di Pré.

Ore 9.40, i pescivendoli sono felici del mio ritorno. Nel bancone polpi iridescenti, calamari, triglie, pesci lama,cozze, vongole e ogni ben di Dio. Non c’è ressa, i clienti si susseguono. “Qui ogni giorno qualcuno perde il lavoro.”, “Hai portato il freddo”, mi sfottono perché oggi tira  un vento dall’odore di neve e io che mi lamentavo di Ankara…

Seconda visita: il formaggiaio che, insieme all’appena citato pescivendolo, rappresentano le attrazioni gastronomiche della via, quelle per cui pur provenendo da altri quartieri vale la pena  di avventurarsi nella casba. Il formaggiaio  e la sua collega solitamente sono asserragliati dietro il bancone e fronteggiano una fila di clienti che esce fino in strada. Oggi ci sono solo due persone. Posso permettermi di fare la fila per i miei tre etti di ricotta. Neanche a dirlo, la più buona di… ha aumentato la ricotta di un euro, da quattro a cinque euro al chilo in nove mesi. Va beh, per un euro sopravviverò. Mentre le due vecchiette si lamentano del freddo (scommetto che cinque giorni fa si lamentavano del caldo), entra una terza signora col bastone.

Di fronte al formaggiaio c’è la chiesa di Pré. Entro, la funzione delle dieci non è ancora finita. La chiesa è stata restaurata e, sotto una cupola affrescata, davanti a due candelabri dorati, il prete dice messa. A ogni pausa poggia il braccio sull’altare e si accascia, il volto nascosto. Rialza a fatica il viso, punta la mano e raddrizza la schiena. Gli occhi fissi in avanti, oltre la vecchia dai capelli bianchi in terza fila, l’unica che risponde, alla quale lui stesso aggiunge la sua voce, un monologo tra lui e lui stesso con voce di vecchia a coro. Nella fila di sinistra un’altra vecchia dai capelli tinti e un uomo completano il popolo dei fedeli. Rimango inginocchiata vicino all’acquasantiera.  Il prete di Pré mi vede. Me ne accorgo dal lieve guizzo di luce che passa nel suo sguardo. Poi ritorna al suo popolo riassunto in tre unità. Spezza l’eucarestia in cinque parti. Non riesce a finire il corpo di Cristo. Mangia gli avanzi, beve il vino. In chiesa entra la signora col bastone incontrata dal formaggiaio. Non gli interessa la messa, l’eucarestia, il prete e il popolo di Dio,  va dritta al santo di riferimento per accendere una candela. Il Prete di Pré finisce la messa. Il popolo di Dio si accinge a uscire dalla casa del padre, anche l’uomo ha i capelli tinti. Recupero la spesa ed esco.

NUOVA CLASSE

Ci sono un iracheno, un siriano e un palestinese. Entra la professoressa e gli parla del difficile problema internazionale, che neanche l’ONU è riuscito a risolvere: Cipro.

Naturalmente non c’erano solo loro, se no forse la professoressa si sarebbe accorta della gaf, c’era anche un congolese. E poi io e la bella Giulia da Mosca.

Il siriano vorrebbe sapere da Giulia cosa ne pensa della guerra in Siria ma Giulia non legge i giornali.

Chiedo al signore congolese perché è qui, lui strizza l’occhio agli altri maschi e dice: “Per sopravvivenza”.

La professoressa chiede al palestinese quanti abitanti ha la sua nazione, lui risponde: “Dieci milioni”, la professoressa ribatte: Pensavo che Israele fosse più grande.

L’iracheno mi spiega che se fosse un buon musulmano non potrebbe parlarmi ma neanche vedere la televisione.

Il palestinese mi dice che anche i cattolici hanno le donne velate: nello stato vaticano. Provo a spiegargli che quelle si chiamano suore e sono le spose di Dio, ma lui mi risponde che Dio non si sposa.

Giulia dice che se avrà un figlio maschio lo farà educare dal padre musulmano ma se avrà una figlia femmina la battezzerà.

Allah Allah, non fanno altro che pronunciare il nome di Dio, anche quando gli cade una penna a terra o vedono una bella ragazza e per me, a cui il secondo comandamento vieta di pronunciare il nome di dio invano, fa impressione.

Con l’arrivo dei maschi le discussioni in caffetteria sono diventate meno intimiste e si finisce sempre per parlare di politica, grazie a Dio, ma mi manca un po’ di calore femminile, di complicità. I discorsi con l’iracheno e il palestinese sulle donne velate poi non possono che farmi diventare seriamente intollerante, sarà stato il viaggio ad Istanbul, sarà la paura per il futuro, sarà il virus “Fallaci” che colpisce anche le persone più insospettabili.